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La mia storia

Non mi sono mai pentito della scelta. Gli aeroplani, quando non cadono, sono buoni e mi hanno dato quasi tutto quello di cui avevo bisogno: emozioni, avventura, poesia. Il “quasi” sta per la musica e non è una storia da poco. Cominciò tutto negli anni ’60, quando anche i bidet strimpellavano la chitarra e i figli dei fiori, a modo loro volavano già, magari con qualche aiutino vegetale. 

Giorni di tenerezze incantevoli accompagnate da note primitive, le prime acrobazie sentimentali, amicizie eterne hanno scandito i ritmi di un lustro magico e irripetibile. Poi le ali, quelle vere, hanno avuto la meglio e per quaranta anni accordi e parole sono rimasti nascosti da qualche parte nutrendosi del sibilo dei reattori, della luce delle aurore boreali e del silenzio di quelle caraibiche. Dopo l’ultimo atterraggio, imposto dall’età, ho cercato di descriverli con arie da dilettante felice.